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"La mafia opera e prospera a Piacenza da molti anni"

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  • Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc

    Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02 2004 n. 46) art. 1, comma 1 - DCB Pc

    REDAZIONE

    SETTIMANALE DI INFORMAZIONE FONDATO NEL 1983

    GIOVED 21 APRILE 2016 - ANNO 34 N. 10 - EURO 0,20

    Baracchi: Candidiamo Piacenza citt dello SportIl presidente degli Architetti: Nuova progettualit, niente cambiato

    CAMINATI A PAGINA 3

    Focus sullindagine Aemilia, la maxi-inchiesta che ha rivelato lo strapotere della ndrangheta in Emilia Romagna: La nostra citt vi riveste un ruolo fondamentale

    Il punto nellincontro organizzato dallassociazione Piacenza in Movimento

    La mafia vicina a noi da tanti anni. Prospera e fa affari. Eppure in tanti continuano a negarla. Que-sto il sunto dellincontro organizzato dallassocia-zione Piacenza in Movimento (vicina ai 5 Stelle) che ha visto la partecipazione della parlamentare pentastellata Giulia Sarti, ma anche di Sara Dona-telli e Sabrina Natali delle Agende Rosse (il mo-vimento fondato dal fratello di Paolo Borsellino, Salvatore), di Mauro Caldini, consigliere 5 stelle nel Comune di Montecchio Emilia, di Emilio Sa-lemme (esperto in reati ambientali di Modena) e Antonella Liotti, referente di Libera Piacenza.

    ALBERICI DA PAGINA 5

    Ricco programma della kermesse dal 23 al 25 aprile

    Carpaneto, Fiera di Primavera con street food stellato

    A PAGINA 3

    Viabilit

    Nuova autostazione, disagi e proteste

    A PAGINA 2

    A PAGINA 8

    Festa Liberazione, tutte le iniziativeLa mafia opera e prospera

    a Piacenza da molti anni

    VIVIPIACENZA

    MURTINU A PAGINA 4

    Camera di Commercio

    Aziende piacentine brillano sui social

    A PAGINA 4

    Cittadella creativit, primi passi

    A PAGINA 2

    SantEufemia

    Scuola e nido aperti

  • Corriere Padano 21 aprile 2016

    2 ATTUALIT ATTUALIT

    Istituto SantEufemia, nido e scuola aperti con laboratoriIn occasione del consueto appuntamento Nidi Aperti organizzato dal Comune di Piacenza, nel-le giornate di venerd 22 aprile, dalle ore 16 alle 18 e sabato 23 aprile, dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, lIstituto S. Eufemia accoglier le fa-miglie interessate a conoscere gli spazi ed il pia-no dellofferta educativa del Nido e della Scuola dellinfanzia. Il nido dInfanzia SantEufemia un servizio autorizzato e convenzionato con il Comu-ne di Piacenza che pu ospitare fino a 40 bambini in et compresa tra i 12 e i 36 mesi suddivisi per et omogenee in due sezioni. La scuola dellinfan-zia, paritaria cattolica, organizzata con 3 sezioni omogenee, insegnanti in compresenza, servizi di pre-scuola e doposcuola, laboratori pomeridiani

    opzionali. Sar possibile approfondire metodolo-gie, attivit e organizzazione dellIstituto, unico a Piacenza ad offrire un percorso di continuit che pu accogliere i bambini gi dai 12 mesi al nido, per accompagnarli fino agli undici anni attraverso la scuola dellinfanzia e la scuola primaria. Saranno inoltre offerti due diversi laboratori ad accesso libe-ro: - Ore 11 - Spazio RITMA: la prof.ssa Clelia Palosti presenter il progetto che prevede un ap-proccio ludico alla musica. - Ore 16 - Spazio British Institutes: la dott.ssa Stefania de Pantz illustrer il percorso educativo-didattico per lapprendimento della lingua Inglese con insegnanti British Institu-tes. Info: Tel. 0523 330410/322679 - email istitu-tos.eufemia@tin.it - www.istitutosanteufemia.it

    La mafia vicina a noi da tanti anni. Prospera e fa affari. Eppu-re in tanti continuano a negarla. Questo il sunto dellincontro organizzato dallassociazione Piacenza in Movimento (vicina ai 5 Stelle) che ha visto la par-tecipazione della parlamentare pentastellata Giulia Sarti, ma anche di Sara Donatelli e Sabri-na Natali delle Agende Rosse (il movimento fondato dal fratello di Paolo Borsellino, Salvatore), di Mauro Caldini, consigliere 5

    Per capirlo occorre fare questo excursus. Light in Darkness (luce nelle te-nebre). Forse questa espressione inglese potrebbe non dire nulla in apparenza. Eppure fu questo il nome iniziale con cui nel 2011 i carabinieri del Nucleo operati-vo di Fiorenzuola battezzarono quella operazione che di l a poco, per volere del magistra-to stesso che si trov di fronte una realt dalle dimensioni im-pensabili, si sarebbe tramutata nellindagine antimafia pi im-

    stelle nel Comune di Montec-chio Emilia, di Emilio Salem-me (esperto in reati ambientali di Modena) e Antonella Liotti, referente di Libera Piacenza. Un incontro che ha voluto fare luce sullindagine Aemilia, la maxi-inchiesta che ha rivelato e messo in scacco (almeno per il momento) lo strapotere della ndrangheta in Emilia Romagna. In questa ottica e nellinchiesta, di cui si sta celebrando il pro-cesso, Piacenza ha rivestito e riveste un ruolo fondamentale.

    portante della storia di questa regione: loperazione Aemilia. Unoperazione che, col tempo, si via via allargata a dismisura nella nostra regione oltrepas-sando confini territoriali fino a ieri inimmaginabili, ma soprat-tutto varcando confini culturali che sempre fino a poco tempo fa - qualcuno ha sempre nega-to anche di fronte allevidenza stessa - si pensavano a prova di infiltrazioni. L ndrangheta ha operato e prosperato a Piacenza e in questa regione per anni e anni. Almeno trenta, da quando i primi cutresi iniziarono a guar-dare con interesse a queste terre laboriose e fiorenti.Non a caso di parla dei carabi-nieri di Piacenza. Perch pro-prio una loro indagine del 2009, scattata dallincendio di due autovetture di propriet di un imprenditore di Castelvetro Pia-centino, ha permesso di scoper-chiare tante verit e di avviare linchiesta madre. E proprio da questa citt, ombrosa e talvolta imperscrutabile, che iniziata molta di questa storia. Le storie di molti degli imputati eccellen-ti del processo in corso si intrec-ciano con Piacenza. I nomi del boss Nicolino Grande Aracri, di Francesco Lamanna, di An-tonio Villirillo, di Mesoraca, di Pascale, di Giovanni Mancuso hanno purtroppo pochi segreti da queste parti visto che molti abitavano nel Piacentino. E non si possono capire le dinamiche di Aemilia senza ricordarsi di Grande Drago, loperazione contro l ndrangheta (condot-ta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza e dai militari della stazione di Mon-ticelli dOngina) e contro tanti di questi stessi personaggi che nel 2002, proprio a Piacenza, port allarresto di 29 persone. Tutte affiliate a vario titolo alla ndrina cutrese che faceva capo a Nicolino Grande Aracri e che aveva in Lamanna il suo braccio destro sul nostro territorio. Par-liamo della Bassa Piacentina, di Monticelli, di Castelvetro, co-muni limitrofi a Cremona. S, al di qua e al di l del Po l ndran-gheta faceva affari e aveva elet-to Piacenza come sede operativa per gli affiliati. Droga, armi, usura, estorsioni, fatture false. Non manca nulla nel core busi-ness di questa azienda parallela allo Stato. Si badi, non stiamo parlando di un semplice tenta-colo dell ndrangheta. Ma una vera cellula autonoma, si legge poi nellordinanza di Grande Drago. Non va dimenticato che la prima condanna definitiva per il 416 bis in Emilia Romagna

    La mafia opera e prospera a Piacenza da molti anniIncontro organizzato dallassociazione Piacenza in Movimento (vicina ai 5 Stelle) per fare luce sullindagine Aemilia, la maxinchiesta sulla ndrangheta

    stata pronunciata solo due anni fa e riguarda indagini e fatti col-legati a Grande Drago. Per Piacenza fu uno choc e am-mettere che la criminalit orga-nizzata, questa criminalit or-ganizzata, fosse arrivata vicino alle nostre case, stato difficile. C voluta Aemilia, in tutta la sua crudezza e con numeri spa-ventosi (149 imputati), ad aprir-ci gli occhi ancora una volta su una scomoda realt. I carabinie-ri di Piacenza hanno contribuito ad Aemilia in maniera decisiva.

    Due numeri: 34 arresti e 87 de-nunce. Ma soprattutto lavvio alle indagini.Decisivo il ruolo della politica, una parte della politica, nella dinamiche che hanno permesso ai mafiosi di arricchirsi. Senza una certa politica non ci sarebbe la criminalit organizzata la-mara considerazione.Oggi chi si batte per la legalit chiede che il silenzio non abbia il sopravvento. Ogni compor-tamento, ogni intimidazione va denunciata.

  • 21 aprile 2016

    3Corriere Padano

    idee ce le ha in mente, tra queste la volont di riunirsi e traccia-re le basi per una progettualit globale e non a scomparti. Non un fatto che riguarda solo Pia-cenza spiega Baracchi la

    PRIMO PIANO

    ELENA CAMINATI

    Nuovo terminal corriere, esordio caos: disagi e protesteEra meglio prima. Ieri alla fine sono andata in stazione a piedi perch non si capiva nulla. Il nuovo sistema infernale. Sono perlopi negativi i primi commenti degli studenti allindomani dello spostamento del terminal delle corriere da Piazza Cittadella a via dei Pisoni. E partita il 18 aprile, infatti, la sperimentazione della nuova autostazio-ne nel piazzale dellex piano caricatore, vicino alla stazione, collegato con il centro citt da navette. Trasferimento anche per biglietteria e sala datte-sa, situate nellex pesa del mercato ortofrutta e nel prefabbricato realizzato a fianco. I cambiamenti hanno riguardato soprattutto il trasporto extraur-bano che coinvolge gli studenti. Alla mattina, fino alle 9, non cambia nulla: le corse arrivano in piaz-

    za Cittadella, la partenza del pomeriggio, invece, in uscita dalla citt, si sposta in via Pisoni, collega-ta con apposite navette gratuite. Ed alluscita da scuola alle 13.30 che inizia il caos con gli studenti che corrono sui bus navetta strapieni per cercare di non perdere la coincidenza in via dei Pisoni. La maggior parte concorda: Il servizio funzionava meglio prima, questo terribile, molto stressante. Insoddisfatti della rivoluzione anche i com